<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Puglia fede e folklore: Religiosità

LA CHITARRA BATTENTE IN PUGLIA
GARGANO
Il principale centro di diffusione in Puglia della chitarra battente è il Gargano; oltre a Carpino un altro luogo è San Giovanni Rotondo, dove il gruppo “Cala la sera” (www.myspace.com/progettocalalasera/) ripropone il repertorio della città di Padre Pio. Altri gruppi rappresentativi sono i “Cantori di Monte Sant’Angelo” e i “Serenata Battente”, facenti capo al foggiano Nicola Rosiello. Per maggiori informazioni, visita il sito www.folkloregargano.com.

MURGIA
Poco nota, in realtà la battente, almeno fino alla fine dell’800 (e in alcuni paesi fino agli anni Cinquanta o addirittura fino ai giorni nostri) era strumento diffuso. Nella collezione del dottor Francesco Spada di Montemesola vi è un esemplare proveniente da Ruvo di Puglia; e il suo uso è attestato anche a Monopoli da una strofa di serenata riferita da Piero Di Lauro, classe 1921, suonatore di organetto di contrada Ciporrelli: “T’i ‘nnotte sta matenete/ fesarmoneca e catarra battente”. La battente inoltre accompagnava i fornai di Toritto quando questi, allora come ora, l’antivigilia di Natale portavano e portano gli auguri ai loro clienti con una tarantella di questua, suonata oggi con chitarra francese e fisarmonica.

TERRA D’OTRANTO
Diffusa qua e là fino agli anni Cinquanta. Era presente a Taranto, dove il “Vocabolario del dialetto tarantino” edito dal sacerdote Domenico Ludovico De Vicentiis nel 1872 dalla tipografia di Salvatore Latronico cita testualmente:

Catarra, n.c. chitarra, strumento dal suono a corde; due sono le specie la francese o armonica, di minugue e la battente le cui corde metalliche e sottili si suonano insieme.

Nell’Alto Salento era particolarmente popolare; nel libro “Ostuni ieri” di Alfredo Tanzarella (Grafischena, 1989) si cita un certo “Beneditte de li moneche” che suona a un matrimonio degli anni Trenta. Anche a Brindisi vi era un suonatore, Piertommaso Fischetto, sarto, vissuto sul finire dell’800, che suonava una chitarra di fabbricazione napoletana (oggi custodita dal bisnipote omonimo, psichiatra al CIM di Martina Franca).

 
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